La Zeuka – la Marc Panara – la Cigulin – chei di Rosa – i Limoncei – la Calimano – chei dal Fier – i Naranzins – del Paradiso – chei dal Vueli – chei da la Fraula - la Pomacia - la Andreuzzi ecc.

Nomi evocativi, a volte di località, a volte di persone, altre la cui origine si perde nel tempo e della quale non rimane memoria.

 

Le quantità prodotte, ma soprattutto la bontà di queste mele, erano tali da essere esportate ed apprezzate anche nei luoghi più lontani; infatti, le mele di questo territorio, venivano esportate perfino in Austria e nel lontano Egitto.

Poi, come in altri luoghi, anche qui l’avvento della industrializzazione (in questo territorio c’è Maniago, famoso centro delle coltellerie) e le accresciute aspettative che una vita di microagricoltura certo non poteva soddisfare, ha portato al progressivo abbandono della sua pratica ed al conseguente pericolo di scomparsa di qualità di piante squisitamente autoctone e di grandissimo valore biogenetico. Queste piante, infatti, producono il loro frutto senza bisogno di trattamenti chimici o potature radicali regalando al fortunato fruitore un frutto geneticamente integro, generoso di gusto, ricco di vitamine, assolutamente privo di elementi chimici estranei.

Oggi, un gruppo di persone sensibili, amanti di questo territorio e della sua storia, ha dato vita alla Associazione Amatori Mele Antiche.

L'Associazione si pone come obiettivo la Riscoperta, il Censimento, la Conservazione e la Rivalutazione di tutte quelle qualità ancora presenti, in una prospettiva di garantire la sopravvivenza delle specie e Promuoverne il reinserimento in un mercato sia pure di nicchia.

Il tutto contando sulla collaborazione e il patrocinio di tutte le Amministrazioni Pubbliche sia a livello Comunale che Provinciale e Regionale, di Associazioni pubbliche e privati cittadini che vorranno, a vario titolo, contribuire al raggiungimento degli obiettivi. Altri punti qualificanti del progetto sono:

-Organizzazione di una Mostra delle mele antiche da tenersi nel periodo autunnale e che dovrà avere cadenza annuale, con svolgimento itinerante nelle sedi dei diversi Comuni della zona.

-Realizzazione di un Percorso di visita che, opportunamente segnalato, conduca lungo strade e stradine, a visitare il maggior numero dei vecchi meli esistenti.

-Coordinamento e coinvolgimento dei ristoratori della zona affinché, durante il periodo della mostra, offrano ai visitatori antichi e nuovi menu a base di mele.

-Predisposizione di piccoli campi di coltivazione, dislocati nelle varie località, dove provvedere al rinnovamento delle vecchie qualità e alla loro moltiplicazione, conservandone così anche le

diversità.

-Organizzazione di incontri con esperti per divulgare le tecniche di innesto, potatura, riconoscimento e cura delle diverse malattie.

-Contatti e collaborazione con realtà affini esistenti in altre zone italiane o fuori d’Italia.

-Realizzazione di una pubblicazione nella quale raccogliere, in schede identificative e fotografiche, tutti i tipi di mela esistenti in luogo, riportandone caratteristiche, aspetto e luogo di provenienza.

Tutto questo e quant’altro possa giovare agli antichi meli sarà continuo oggetto di attenzione e studio per i volontari della Associazione Amatori Mele Antiche.

  • Facebook Social Icon
Mele Antiche

Contatore visite: